2018
18.07

2018.07.18

Yasuhiko Itoh


La sorprendente storia del pioniere del design giapponese

Yasuhiko Itoh

Nasce nel 1933 a Tokio, cresciuto dalla nonna gestrice della tabaccheria MIKAWA-YA situata di fronte alla Porta Rossa (Akamon) dell’Università di Tokio. A 13 anni, appena terminata la seconda guerra mondiale, Yasuhiko ottiene la licenza elementare alla scuola Tokio Seisi.

Lo stesso anno si iscrive alla facoltà di Ingegneria e Architettura della prestigiosa Waseda University. Uomo meticoloso lavora alla sua tesi di laurea su un progetto di prigione per oltre tre anni. Nel 1958 si laurea e subito frequenta un master sempre alla Waseda University e fa apprendistato presso lo studio di Kanetsugo Ito, importante architetto che per primo fa conoscere il paese del sol levante ad Antonì Gaudi.

E’ in questo periodo che viene a conoscenza del concorso della selettiva di Cantù. Tre sono i candidati che il Giappone seleziona per parteciparvi. Il prescelto è lui con un progetto di una chaise longue ed una libreria che presumeva l’utilizzo di legno curvato, una tecnica molto innovativa per il periodo. Per realizzare il prototipo, Itoh trascorre alcuni mesi a Giussano, lavorando con le maestranze della allora denominata “Industria Mobili Molteni Angelo”. Viene premiato per la libreria giungendo terzo nella sezione mobili singoli. Né la libreria né la chaise longue vennero mai prodotte in serie, anche se il prototipo della libreria fu presentato in diverse edizioni della Selettiva rispettivamente nel 1964 e 1964.

Solo nel 2016, la libreria entra in produzione, in una serie limitata di 100 esemplari numerati, nell’ambito della Molteni Heritage Collection con la sigla MHC.2.  Itoh tornerà in Italia nell’ aprile del 1960 e vi resta fino al maggio del 1961 dove collabora presso lo studio Giò Ponti.  Da Cantù Itoh rientra in Giappone e termina il master in ingegneria delle costruzioni. Inizia la sua collaborazione con Toshiro Yamashita noto in patria per aver progettato e costruito il primo grattacielo sul suolo giapponese e precisamente a Tokio il Kasumigaseki Building (1960 progetto 1964 termine della costruzione).

Itoh è nel team dei progettisti a cui partecipa attivamente, lasciando da parte temporaneamente il design. Purtroppo Itoh non vedrà il Kasumigaseki completato. Il 9 di novembre del 1963 rimane vittima di un grave incidente ferroviario avvenuto tra Tokio e Zushi- Hayama, località marittima dove Itoh amava coltivare la sua passione per la vela, presso il locale Yacht Club. Scompare, cosi inaspettatamente alla giovane età di 30 anni, uno dei più promettenti architetti designer del moderno Giappone.

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