Gio Ponti: uno stile di vita
“VIVERE ALLA PONTI” UNO STILE DI VITA CHE HA ALIMENTATO UNA CARRIERA CREATIVA DI SEI DECENNI.
Tuttavia, verso la fine degli anni '20, Ponti, sempre più interessato alla produzione industriale, intuisce il potenziale per rendere il design italiano famoso in tutto il mondo. Considerava le grandi mostre, come la Triennale, quali meccanismi per dettare nuovi standard nel settore e, nel 1928, fonda la rivista Domus per illustrare ad un tempo l’architettura e la sua idea di interni domestici. Seguendo questo filone di evoluzione, la collaborazione con Fontana Arte, a partire dal 1932, sembra segnare una svolta stilistica. La lampada minimalista Bilia è la semplice composizione di una sfera di vetro opalino su una base conica, successivamente prodotta in una gamma di colori primari brillanti. A partire dalle sue opere rivoluzionarie degli anni '30, lo stile di Ponti si fa sempre più visibilmente moderno, sempre espressione di gioco con colori, forme, texture e formati.
Negli anni '40, Ponti aggiunge nuovi supporti, conoscenze e stili alle sue opere di design, continuando a gestire il suo studio di architettura senza allontanarsi dalle attività di pittura, scrittura, pubblicazione e insegnamento La sua macchina per caffè espresso La Cornuta per La Pavoni (1948), di ispirazione futurista, rimanda agli strumenti a fiato eliminando la "carrozzeria" e riducendo l'apparecchio semplicemente a telaio, corpo e beccucci. Un approccio stilistico apparentemente diverso, tuttavia, si riscontra nello stesso periodo in una serie di progetti sgargianti in vetro per Venini. Il lampadario Gio Ponti 99.80 (1946) è caratterizzato da delicati bracci di vetro dai colori brillanti, ciascuno dei quali è realizzato con colori diversi e sostiene una piccola lampadina a vista su una base circolare in vetro con bordo a foggia di crinolina. Il contrasto tra i due approcci sottolinea la capacità di Ponti di conferire stile e carattere sia ai pezzi di lusso sia a normali elementi d'arredo, mentre due sedie all'inizio del decennio successivo - una realizzata nel 1950 da Giordano Chiesa su commissione privata, decorata con motivi a farfalla da Fornasetti, e la 646 detta Leggera realizzata per Cassina nel 1951 - mostrano con quanta abilità Ponti sapesse destreggiarsi tra arte e design industriale.
Quando si è trattato di dare vita alla residenza dell'architetto in via Dezza, era chiaro che non sarebbe stata una normale casa milanese. In un filmato realizzato per Molteni&C, le figlie di Ponti descrivono un ambiente saturo di colori caldi, pavimenti e soffitti a motivi geometrici e una qualità della luce che faceva percepire di essere vicini al mare, invece che nella realtà di una città compatta e trafficata. Il salotto, sviluppato attorno al caratteristico tavolino D.555.1 (1954-1955) dove discutere con artisti, designer e critici venuti in visita, conviveva col tavolo da pranzo nello stesso locale allestito con ampie finestrature arredate con pannelli, mensole e librerie. Questo appartamento di modeste dimensioni era stato studiato per la famiglia in modo che sembrasse infinito grazie all'uso di pareti pieghevoli. Il fascino del pieghevole e la semplicità d'uso di un unico piano si manifestano anche nel design di alcune posate realizzate da Ponti per Lino Sabattini presso Christofle (1956) e in una serie di personaggi in metallo realizzati con l'artigiano dello smalto Paolo De Poli, all'incirca nello stesso periodo: uccellini, mucche, pesci e altre figure ritagliati da una lastra piatta e poi piegati per poter rimanere in piedi da soli.
( Heritage collection )
GIO PONTI
La collezione Gio Ponti, che Molteni&C ha dedicato al grande designer, nasce nel 2012 in collaborazione con Gio Ponti Archives e gli eredi Ponti sotto la direzione artistica di Studio Cerri & Associati. Un tributo ad uno degli architetti più famosi del ventesimo secolo. Il lungo processo di ricerca, studio e selezione, condotto negli archivi con gli eredi Ponti, ha portato al rifacimento di oggetto storici creati dal grande designer per case private, progetti speciali o piccole serie, rispettando gli originali. Le novità sono state prodotte industrialmente, applicando le più recenti tecnologie, per aggiornarle, in linea con il concetto di living di Molteni&C.
/
Dalle scogliere a picco della Costiera Amalfitana alle silenziose cave di pietra della Sicilia, fino alla suggestiva estremità dell’Andalusia, quattro progetti straordinari raccontano come Molteni&C porti l’eccellenza del design italiano in luoghi scolpiti dalla luce, dalla storia e da un ritmo di vita più lento.